Regista:
Stefano Liberti, Enrico Parenti

Anno:
2013

Durata:
62′

Giorno di programmazione:
Sabato 21 marzo

CONTAINER 158

Un documentario di
STEFANO LIBERTI ed ENRICO PARENTI

Musiche: Stefano Piro
Montaggio: Chiara Russo
Fotografia: Enrico Parenti

Evento Speciale: Alice nella città

Prodotto da: Zalab

Con il sostegno di: Open Society Foundations
Con il patrocinio di: Amnesty Interneational Italia – Consiglio d’Europa, ufficio di Venezia – Associazione 21 Luglio

SINOSSI
Giuseppe si alza ogni mattina e va in giro col furgone a cercare il ferro. Remi è un meccanico senza officina: aspetta che qualcuno gli porti una macchina da aggiustare. Miriana aspetta invece che nascano le sue due gemelle. Brenda vorrebbe un lavoro ma è senza documenti: è nata in Italia, ma non ha la nazionalità. Né ha quella del suo paese di origine, il Montenegro, che l’ha “scancellata”, come dice lei. Sasha, Diego, Marta, Cruis vanno a scuola ogni mattina ma non arrivano mai in tempo: il campo dove vivono è a chilometri di distanza, il pulmino rimane spesso imbottigliato nel traffico. Attraverso le loro storie, “Container 158” racconta la vita quotidiana al “villaggio attrezzato” di via di Salone, un campo in cui l’amministrazione di Roma ha raggruppato più di 1000 cittadini di etnia rom. Fuori dal raccordo anulare, lontano da tutto e da tutti.

 

NOTE DI REGIA
Quando si pensa al popolo Rom prevalgono due modi di immaginare la loro cultura. Una è quella romantica: nomadi ed anarchici che viaggiano per l’Europa cantando antiche canzoni ed incrociandosi con parenti gitani in Spagna o in villaggi Balcani alla “Kusturica” (sempre ballando e
bevendo). L’altra è quella negativa: ladri, nullafacenti, parassiti, rubabambini, droga-bambini, chiedi-elemosina, violenti, ecc, ecc. La realtà non è né da una parte né dall’altra, i Rom ormai sono in qualche modo incasellati e resi sedentari da decenni. Per quanto riguarda l’idea criminosa dei Rom, in parte è verità, in parte è frutto di pregiudizio: si scopre che la maggior parte delle famiglie sono indirettamente vittime di micro-mafie e che lottano ogni giorno per portare attraverso lavori umili il pane quotidiano a casa. Otto famiglie rom su 10 sono a rischio povertà. Solo un rom su sette ha terminato le scuole di secondo grado. E in Europa le comunità rom si collocano al di sotto di quasi tutti gli indici di sviluppo sui diritti umani. La storia che abbiamo voluto raccontare parte dunque dalle persone comuni e mira a scardinare i pregiudizi e mostrare cosa vuol dire essere
realmente Rom oggi, evidenziare le controversie di questa popolazione “indomabile” e riflettere sul meccanismo che da tempo li forza e li porta sempre più lontano da una riconciliazione con gli altri cittadini. I protagonisti raccontano storie che partiranno dalle semplici attività alla base di ogni essere umano e sono esaminate ed approfondite attraverso le varie fasi e stagioni della vita: infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità e anzianità.

 

BIO REGISTI

STEFANO LIBERTI
Nasce a Roma nel 1974. Giornalista, regista e scrittore, ha lavorato per alcuni anni alla trasmissione di Raitre C’era una volta per la quale ha realizzato diversi documentari. Il suo documentario L’inferno dei bambini stregoni (2010) sui minori accusati di stregoneria a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, ha vinto il “Premio Anello Debole – sezione tv 2010”. Nel 2012 ha co-diretto con Andrea Segre “Mare Chiuso”, un documentario sui respingimenti degli immigrati in mare che ha vinto diversi premi (- 22° Edizione Festival Cinema Africano, Asia e America Latina – premi ACRA e “Il razzismo è una brutta storia” – Bif&st 2012 | Bari International Film Festival – Premio De Seta – Maiori Film Festival – Premio Rossellini – Bolzano Film Festival 2012 – Premio FICE – Globo D’oro 2012 – Premio Miglior documentario)
I suoi libri “A sud di Lampedusa” (Minimum Fax, 2008), e “Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo” (Minimum Fax, 2011) hanno avuto numerosi riconoscimenti e sono stati tradotti in diverse lingue.

ENRICO PARENTI
E’ nato a Firenze, ha studiato cinema a Barcellona ed oggi vive a Roma dove lavora come regista e direttore della fotografia.
Il suo primo lungometraggio documentario “Standing Army” 2010, ha ricevuto un notevole interesse internazionale: il film è stato comprato ed è andato in onda su tredici televisioni internazionali tra cui Al-Jazeera, ZDF, RT-TV, Fox, YLE, History Channel. A maggio 2012 il film è uscito nelle sale cinematografiche giapponesi ed è stato distribuito negli Stati Uniti in V.O.D. In Italia ha ricevuto due distribuzioni, una in Tv con Fox-FX e l’altra in libreria con la Fazi Editore. Ha partecipato a 29 festival internazionali ed ha vinto tre premi. Dal 2003 realizza cortometraggi, videoclip e documentari e lavora regolarmente con Tv italiane e straniere. Il suo cortometraggio “Zewdu the street child” ha vinto il premio del pubblico al festival del palazzo delle esposizioni di Roma “Fatti un film”, ha vinto il premio Unicef “Miglior regia” al Salento Finibus terrae, nonché un grant da Celtx.com.

CREDITS
REGIA: Stefano Liberti, Enrico Parenti
FOTOGRAFIA: Enrico Parenti
MONTAGGIO: Chiara Russo
MUSICHE: Stefano Piro
SUONO: Riccardo Spagnol
DURATA: 63’
FORMATO: HD
LINGUA: Italiano, romanì
CAST: Sasha Sulejmanovic, Miriana Halilovic, Giuseppe Salkanovic, Brenda Salkanovic, Remi Salkanovic
PAESE DI PRODUZIONE: Italia
ANNO: 2013
SOTTOTITOLI: italiano
PRODUZIONE: ZaLab (www.zalab.org)

CONTATTI
DISTRIBUZIONE e COMUNICAZIONE:
Giulia Moretti – Mario Cirillo
tel: 333/6127483
e-mail: distribuzione@zalab.org; comunicazione@zalab.org

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